Da Panorama il mio ultimo saluto e ricordo a Carlo Vanzina, scomparso qualche settimana fa.
martedì 24 luglio 2018
domenica 22 luglio 2018
La rinascita africana passa dai suoi giovani
Nella mia ultima intervista per Grazia, Letizia Moratti mi racconta la missione della Fondazione E4Impact: formare e affiancare i ragazzi africani per far fiorire l'economia del continente nero.
giovedì 5 luglio 2018
Eroi traditi. Salvini & Co contro le Ong
Per questo mi chiedo: fino a dove si spingerà la fiera miseria del Ministro dell'Interno Matteo Salvini quando definisce tutte le Ong complici dei trafficanti del mare e del dolore?
Come si può offendere indisturbati e senza fare differenze, volontari, operatori che per ventenni e di più hanno lavorato spesso rischiando la propria vita?
Offrendo le loro esistenze per salvare dalla fame, dalla guerra, dalla miseria, dal fuoco, dall’acqua, dalle epidemie più cattive povera gente a cui nessuno ha portato aiuto?
Al contrario del ministro Salvini, che finora deve aver avuto un’esistenza molto casalinga, ho visto in giro per il mondo e coi miei occhi gli operatori di Medici Senza Frontiere, di Save the Children, di Intersos, di CIAI, della fondazione Rava, di Emergency, di SoleTerre e di mille altre Ong, offrire la propria opera con generosità e coraggio immenso.
Chi ha fronteggiato pestilenze come l’ebola e il colera? Gli operatori delle Ong che rischiando la vita hanno curato migliaia di moribondi negli ospedali che traboccavano di appestati? Chi ha soccorso nei campi profughi e nei mari del mondo milioni di rifugiati che arrivavano stremati e feriti? Perché la gente che applaude la Lega e i leghisti in tv, non provano a pensare al lavoro utile e potente che le Ong hanno fatto in questi anni? Perché continuare a tollerare che questi signori, spesso eroici, vengano coperti di fango?
Stella Pende
martedì 3 luglio 2018
Vietato salvare. E in Libia sbarcano i (piccoli) cadaveri
Bambini vestiti a festa per festeggiare la morte.
Piccoli, piccolissimi, scarpette rosse e maglioncini a pois in tinta. La testa bionda color angelo abbandonata e senza vita. Forse si trattava di tre fratelli. Il più grande ha vissuto solo 4 anni, gli altri qualche mese.
In quella foto che Il Fatto Quotidiano e L’Avvenire hanno avuto il coraggio di pubblicare in prima pagina, perfino gli uomini della marina militare libica, avvezzi a qualunque violenza, tengono in braccio i loro corpi con delicatezza e rispetto.
Sono affogati al largo della Libia insieme a 100 persone. La barca di legno era vecchia e si è aperta come una noce marcia in mare. I passeggeri, siriani, yemeniti e africani, fuggiti da guerre e torture, hanno cercato di resistere alla cattiveria dei flutti per un’ora.
Poi si sono arresi.
La guardia navale libica è arrivata dopo.
Troppo tardi.
Se ci fossero state le navi delle ONG, demoni acquatici così maledettamente evocati dal signor Matteo Salvini, quei piccoli disperati sarebbero salvi?
Una salvezza che avrebbero pagato forse con umiliazioni, attese infinite, viaggi in altri paesi al buio. Ma la loro vita non sarebbe stata ingoiata dal mare e in un’ora a causa di un editto che condanna a morte migliaia di povere persone.
"D’ora in poi le ONG straniere, complici degli scafisti, non vedranno più una costa italiana"
ha detto il Ministro dell’Interno Salvini più che mai fiero e sorridente. I risultati si vedono e si vedranno per tutta l’estate ministro.
“Cosi’ facendo non partiranno più” ci spiega ancora Salvini insieme al suo paggetto Conte.
Non ci siete mai stati, cari signori parlanti, nei paesi da dove scappano questi bambini, queste madri, queste famiglie.
Io si. E i colleghi giornalisti che fanno il mio stesso lavoro possono raccontarlo. Se la gola non si spezza.
È gente che non possiede più casa, lavoro, futuro. Che ha perso famiglie intere spazzate via dalle bombe, che ha raccolto i pezzi di figli e padri con le carni dilaniate. È gente che mangia vermi per resistere alla fame, che sogna un'altra terra generosa, come la nostra, dove qualcuno gli dia l’aiuto che merita.
E ancora mi dispiace per il lungo elenco, è gente che attraversa il deserto sapendo che può morire di sete, che si butta dentro carriole dell’acqua fatiscenti pur di scappare dagli orrori terribili che ha subito nelle galere libiche tanto elogiate dai nostri politici interventisti. Fanno summit in Europa. Trovano, cercano, giustamente, una soluzione al dramma dell’immigrazione che deve poter essere affrontata dividendo seriamente le quote di coloro che cercano rifugio.
L’Italia non può, non deve essere lasciata sola. Ma lasciare affogare i più deboli non può essere una soluzione. Non lo sarà. Perché continueranno a partire signori miei. Continueranno a farlo.
“Qualunque pericolo, qualunque scenario è meglio di quello che abbiamo lasciato. Meglio morire”
Questo mi hanno detto in Siria, in Libia, in Nigeria. Partiranno ancora e quei bambini orfani di futuro come quelli della fotografia, ci peseranno sulla coscienza, se ce ne resta una, visto i like che raccolgono le parole del prode ministro.
Quelle ragazze affogate mentre abbracciano figli e sposi ci faranno piangere. Se abbiamo ancora lacrime, considerati i sondaggi che danno la Lega e il suo papa al 31% del gradimento degli italiani.
Si proprio il gradimento, gli applausi, il “dai bravo Matteo che ci aiuti ad evitare l’invasione dei mostri” è la prova, come dice il mio amico Domenico Quirico, che l’Italia ha perso il senso dell’umanità.
Non c’é più una differenza tra esseri umani ed essere umano in questo paese di brava gente?
Io credo di si.
E se qualcuno l’ha persa trovi il coraggio di “incontrare” oggi la foto di quei bambini affogati da soli.
Stella Pende
lunedì 4 giugno 2018
Argo e l'orco. L'ennesimo cucciolo torturato.
Argo,
Chiamiamolo così, era un cucciolo di sei mesi.
Qualcuno ad Alatri (Frosinone) ha pensato bene che non serviva più a divertire i bambini in casa e l’ha sparato dalla portiera di un auto.
Argo ha vagato solo e zoppo per strade e campi. Finché non ha trovato un giardino dov'è andato a rifugiarsi.
La sua condanna.
Lo ha raccolto agonizzante Luca, il solito volontario che si chiama a soccorrere i poveri animali indifesi. Perché é più facile.
Argo cercava protezione e invece ha trovato qualcuno che lo ha talmente picchiato da rompergli 8 costole.
Si racconta che lui, nonostante le botte, ha cercato di resistere, di rimanere dov’era. Gli hanno aperto la testa con un bastone.
Non uso mai le foto di bambini, cani, vecchi feriti o agonizzanti.
Cerco di parlare, di raccontare di capire.
Adesso sono stanca.
Tutto è vano. Parlare con le istituzioni è perfettamente inutile. Sindaci, assessori e polizia locale rispondono sempre nella stessa maniera. Con l’indifferenza e le menzogne.
Allora ecco come hanno ridotto Argo.
Forse questa immagine farà di più che le mie mille telefonate e gli appelli volati nel nulla in questi anni.
Grazie di avermi letta.
Chiamiamolo così, era un cucciolo di sei mesi.
Qualcuno ad Alatri (Frosinone) ha pensato bene che non serviva più a divertire i bambini in casa e l’ha sparato dalla portiera di un auto.
Argo ha vagato solo e zoppo per strade e campi. Finché non ha trovato un giardino dov'è andato a rifugiarsi.
La sua condanna.
Lo ha raccolto agonizzante Luca, il solito volontario che si chiama a soccorrere i poveri animali indifesi. Perché é più facile.
Argo cercava protezione e invece ha trovato qualcuno che lo ha talmente picchiato da rompergli 8 costole.
Si racconta che lui, nonostante le botte, ha cercato di resistere, di rimanere dov’era. Gli hanno aperto la testa con un bastone.
Non uso mai le foto di bambini, cani, vecchi feriti o agonizzanti.
Cerco di parlare, di raccontare di capire.
Adesso sono stanca.
Tutto è vano. Parlare con le istituzioni è perfettamente inutile. Sindaci, assessori e polizia locale rispondono sempre nella stessa maniera. Con l’indifferenza e le menzogne.
Allora ecco come hanno ridotto Argo.
Forse questa immagine farà di più che le mie mille telefonate e gli appelli volati nel nulla in questi anni.
Grazie di avermi letta.
Stella Pende
giovedì 24 maggio 2018
domenica 20 maggio 2018
Quando il cavallino prende il posto di Fido
Finalmente si parla anche di animali fuori dagli schemi.
Il tar di Lecce ha stabilito infatti che “Maresciallo”, il mini pony biondo platino del pensionato Carmelo, può continuare a vivere con il suo padrone perché considerato per l’appunto “animale di compagnia”.
Secondo un’imposizione del tribunale di Brindisi il signor Carmelo avrebbe dovuto allontanare il suo amato amico dall’abitazione dove insieme vivevano in grande felicità.
I soliti amati vicini, che non riescono, guarda caso, a farsi mai i propri affari, avevano infatti lamentanto questa gravissima trasgressione della civiltà con relativa denuncia.
"Maresciallo senza di me non ce la fa. Ma se muore lui io gli vado dietro”
aveva detto Carmelo infischiandosene altamente dell’editto anti-pony tenendosi stretto Maresciallo.
A lui, anzi a loro, cioè a questa coppia singolare, va tutta la nostra simpatia e l’augurio di una lunga esistenza.
Stella Pende
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