sabato 20 maggio 2023

Confessione Reporter è: l'elisir di lunga vita

Confessione Reporter è: l'elisir di lunga vita



Ci siamo ancora.

Questa volta arrivo da 2 viaggi straordinari che non posso dimenticare: il primo nel profondo sud della Sardegna più selvatica, rocce affilate, cespugli di rovi amaranto e mare color del vetro.
A Teulada ho incontrato tre potenziali “immortali”, così voglio chiamarli. Salvatore Deidda,Stefano Ballisei e Concetta Lippi hanno passato la barriera del tempo umano e cioè i cento anni. Sono brillanti, accoglienti. Vivi.
La loro memoria totalmente intera. I ricordi trasparenti e limpidi. Gente che ha visto 2 guerre e che ha passato una vita di lavoro duro e potente. 
Salvatore pastore già a 5 anni, Stefano, che pare un principe delle rocce, ha girato il mondo come manutentore di aerei. 
Concetta che ha lavorato giorno e notte per 100 anni.

Ma perché un uomo e una  donna possono vincere la vecchiaia con tanto ardire?
La risposta l’ho trovata in America che ho girato in lungo e in largo per incontrare gli scienziati star della longevità. Ricercatori, biologi, gerontologi che da 30 anni studiano il DNA degli animali più longevi,che hanno scoperto, magari dalle cellule del lievito (quelle più uguali alle nostre, quali sono i meccanismi per vincere la malattia, perché così la definiscono, dell’invecchiamento.
Che giurano, come Valter Longo, che chi seguirà la sua dieta speciale e il digiuno potrà guadagnare almeno 5 anni di vita…

beh sono stata rapita dai credo di questi juvenologi e sarete contagiati anche voi seguendo le loro voci, le scoperte e le fatiche.
Chi non sogna di arrivare a cent’anni in ottima salute? Ma seguendo sabato sera la nostra inchiesta, i vostri sogni diventeranno veri. 

Vi aspetto Sabato 27 Maggio alle 23:30 su Rete 4 


Stella Pende




domenica 2 aprile 2023

Il mio saluto per Gianni Minà

Gianni Minà saluta sorridente


Ciao amico mio amato,

Adesso che tutti  i vecchi amici, ma soprattutto i nuovi, ti hanno celebrato, voglio darti il mio saluto anche io. Quando te ne sei andato lavoravo in America e non sono riuscita nemmeno a salutarti, né ad abbracciare Loredana, la donna della tua vita, che non solo ti è stata sempre accanto, ma con quell’ultimo reportage firmato da lei ha fatto capire a chi non ti conosceva , pochi, quale giornalista meraviglioso sei stato. 

Anche se i critici trinariciuti e qualche giornalista ha rosicato più di una volta . Perché non facevi parte del salotto buono del giornalismo Gianni, perché hai fatto un’intervista unica a Fidel Castro e, nessuno, c’era mai riuscito. Perché andavi a mangiare da Checco il carrettiere con Sergio Leone, Robert De Niro, Gabriel Garcia Marquez, Mohamed Alì e Ivana Spagna.  Perché riuscivi a far parlare Maradona di canzonette e Adriano Celentano di calcio. Perché Mennea prima di vincere le Olimpiadi ha voluto stare con te. La verità è che nel mondo del giornalismo eri un alieno. E come ET sei riuscito a parlare al cuore degli dei come a quello di tuo fratello. E gli dei si stupivano di questo tuo coraggio d’ umanità e si consegnavano a te come a nessuno. Io e te abbiamo lavorato insieme. Soprattutto a Blitz, dove tu eri Gianni Minà e io una pulce innamorata del giornalismo. A Milano, dove Giovanni Minoli, aveva voluto gli studi, venivo a svegliarti all’Hotel de Milan  quando mancava solo un’ora alla messa in onda. "Gianni, porca miseria, devi intervistare il Nobel della fisica e non hai ancora visto la scaletta dell’ospite!". Ti stropicciavi gli occhi, davi un’occhiata al mio foglietto e poi, cominciata la trasmissione, pareva che il premio Nobel l’avessi vinto tu. Avevi una cultura grande e colorata. 

Eri curioso, leggevi di tutto e di più ed era impossibile beccarti impreparato. Per questo in tv eri rilassato come nella tua vasca da bagno. Ti devo molto, perché ho spiato tanto il tuo lavoro, ma soprattutto perché mio figlio Nicola c’è anche per merito tuo. Quella notte del 12 luglio 1982, cioè la sera dopo aver vinto il campionato del mondo, Giovanni Minoli ha messo insieme un Mixer condotto da te dove sono venuti in studio Paolo Rossi e Marco Tardelli. Gli altri della squadra erano in collegamento. Beh per un’improvvisa indisposizione mancava solo il Papa. Da Moravia a Sordi, da Monica Vitti a Mariangela Melato. Dopo la trasmissione mi hai invitato a cena da te. “Mah non so…”ho detto sostenutella. Invece ero già lì, a via Blumestil 75. Quel tuo indirizzo non lo dimenticherò mai. A casa tua, imprigionata dai paparazzi, c’erano Nino Benvenuti, Antonello Venditti  e guarda caso anche Paolo Rossi e Marco Tardelli che non conoscevo. E proprio Marco, bello e misterioso che Apollo era una comparsa , è diventato  con amore il padre di mio figlio.

Un bacio grande Gianni.

Stella Pende

sabato 10 dicembre 2022

Confessione Reporter è: il dolore e il coraggio del popolo iraniano

stopframe animazione Confessione Reporter donna iraniana che protesta tagliandosi i capelli



Due giorni fa hanno impiccato Mosen Shekari. Aveva fermato una strada durante una manifestazione e ferito un Pasdaran. Almeno undici fra i ragazzi arrestati aspettano nella sala della morte.

È un bagno di sangue. E il mondo tace.

Qualche manifestazione, qualche appello... Noi non potevamo tacere e Sabato 10 Dicembre dedichiamo una puntata al dolore dell’Iran e al coraggio del suo popolo.

Vi aspetto in seconda serata su Rete4 con ConfessioneReporter.



Stella Pende




sabato 3 dicembre 2022

Confessione Reporter è: preti pedofili

Confessione Reporter è: preti pedofili



In questa nuova puntata di Confessione Reporter affrontiamo un dramma di cui si è parlato molto sui giornali e tv: la pedofilia nel mondo dei religiosi.

Abbiamo raccontato di preti sposati, di figli di preti, ma l'idea che un religioso, chiunque esso sia, possa approfittare dell'innocenza del bambino, del ragazzino che gli si affida... no quello no!

Poi ho saputo di un ragazzino che dagli undici ai quindici anni ha subito inerme la violenza di un prete. Un ragazzo che ci ha confessato la sua disperata solitudine, l'omerta' della chiesa che lo isolava, il dolore che gli ha schiantato il cuore.

e allora abbiamo deciso di entrare nel tunnel…  

Perché la pedofilia è un veleno terribile che da secoli si insinua nelle parrocchie, nei seminari, un peccato mortale invisibile e nascosto troppo spesso dalle tuniche rosse di certi vescovi e prelati che hanno permesso a questi diavoli santi di continuare a delinquere.

Vi aspetto sabato 3 Dicembre in seconda serata su Rete 4.


Stella Pende

sabato 26 novembre 2022

Confessione Reporter è: la guerra della Russia

 Illustrazione di Putin sulla bandiera Russa in rovina

Eccomi davanti a una va nuova avventura...perché per me questa trasmissione è sempre un viaggio per capire di più e per cercare di far capire a chi mi segue.

Il giornalismo si fa con gli occhi diceva Kapuscinkj, il più grande reporter degli ultimi 50 anni.

Si, il reportage si fa guardandolo, toccando le anime della gente, cercando di rispondere a domande a cui nessuno risponde. In questa nuova serie di Confessione Reporter volevo, dovevo parlare di questa guerra che, purtroppo, sarà ancora così lunga...

La guerra continua. Perfida, drammatica, inutile. Putin  ha bombardata  gli impianti di elettricità  e  le case. Gli ucraini muoiono nel bagno di sangue e nel freddo. Lo vediamo tutti i giorni e tutti i giorni gli siamo più vicini. Ma arrivati a questo punto crediamo giusto rispondere a una domanda importante: cosa pensa il popolo russo di questa guerra? Cosa pensano le madri russe orfane di figli e i soldati obbligati a combattere una guerra criminale? Cosa passa per la testa a studenti e ragazzi della strada? Cosa provano coloro che questa guerra la combattono e cioè i dissidenti obbligati a scappare all’estero abbandonando la loro terra? 

Allora abbiamo raccolto le loro voci
Le storie e il dolore  ma anche l’aggressività che ogni guerra porta insieme a disperazione e rabbia. Arrivano dalle province più piccole della Russia e da Mosca. Dalle strade e dai cimiteri. Per farvi capire che le vittime della guerra sono alla fine i figli di qualunque popolo, sono i soldati di qualunque esercito. Sono le madri e le mogli. I figli e i ragazzi...

Vi aspetto Sabato 26 Novembre in seconda serata su Rete 4 con una nuova edizione di Confessione Reporter.


Stella Pende




sabato 4 giugno 2022

Confessione Reporter è: Afghanistan, in guerra per la vita

Stopframe di animazione da Confessione Reporter 2022 - Afghanistan


Ci avviciniamo insieme alla puntata di Confessione Reporter che racconta l’Afghanistan di oggi.

Ci avviciniamo a questo film struggente e straziante che racconta un popolo ammazzato dall’arrivo dei talebani...

Quando i guerrieri di Allah sono entrati a Kabul lo scorso agosto eravamo tutti afghani, tutte afghane. Come salviamo le bambine? Come faremo scappare dal paese le artiste, le scrittrici, le pittrici o semplicemente le donne da quella terra che è diventata per loro la tomba della libertà e della vita? 
E giù promesse di giornali e di cittadini, promesse di accoglienza, di futuro, di memoria...

Poi, tornati dalle vacanze, il buio. 

L’Afghanistan evapora dai nostri palcoscenici... Anzi se gli afghani più poveri arrivano coi barconi li respingiamo perché hanno la pelle cappuccino e perché sono tornati ad essere profughi di serie Z.

Che vergogna!

E allora noi ci siamo andare a Kabul! E siamo andati nei villaggi dove le famiglie vendono i figli per sopravvivere. Dove gli uomini, padri e fratelli si tolgono un rene per mandare avanti la famiglia.

Guardateli per favore.

Lo so, c’é la guerra in Ucraina, i nostri fratelli ucraini soffrono e muoiono... e noi vorremmo tanto aiutarli! 
Ma vogliamo anche che il mondo rifletta e guardi  alle altre vittime di guerre e di occupazioni.
Per far si che il vostro sguardo cammini col nostro accompagnateci in questo viaggio!

Vi aspetto Sabato 4 Giugno in seconda serata su Rete 4


Stella Pende

sabato 28 maggio 2022

Confessione Reporter: uomini che subiscono violenza

Ed eccoci alla puntata più scomoda... quella che ci ha fatto pensare, interrogare, dubitare di più…tre mesi fa avevo incontrato in un ospedale un ragazzo dalla faccia stracciata. Si stracciata, gonfio, con la pelle rattoppata. Gli ho chiesto che gli era successo: 
È stata una donna.
Un
a stalker che non accettava l’abbandono.
Notte bianca... ma allora il copione può essere girato al contrario?
Ma allora anche gli uomini possono subire violenza?

Ho cominciato ad interrogarmi sulla questione, ma poi mi son detta: no, lasciamo stare. In un paese che vede ogni giorno l’orrore di una donna uccisa non si può parlare di violenza sui maschi!
Ma io credo fermamente che la verità alla fine ti scova.

Mi contatta una psichiatra di San Benedetto del Tronto che avevamo sentito per uno dei reportage sui figli del femminicidio "Stella, guarda che tra gli altri stiamo accogliendo anche casi dove sono gli uomini a subire violenze psicologiche e materiali" 
A quel punto questa realtà nascosta mi incuriosisce, mi interessa.

Prego la nostra Giulia Pezzolesi di andare a San Benedetto e di cercare di capire... e abbiamo capito. I maltrattamenti, le violenze esistono anche per loro. E quando accadono e cercano aiuto, ribadisco in un paese dove una moglie, una fidanzata, un ex compagna al giorno viene uccida spietatamente, gli uomini non sono sempre ascoltati e soccorsi. Soprattutto non sono creduti.

E allora siamo volute andare a fondo, abbiamo indagato, trovato voci e storie... sappiamo che questa è una verità scomoda e dolorosa, ma facciamo i giornalisti. 

Nel secondo blocco della puntata troverete invece la risposta alla domanda: che cosa passa nella testa di un uomo che sta per ammazzare brutalmente una donna amata? Quale furore, quale rabbia, quale forsennata violenza governa i suoi gesti? Molte sono le voci dei maschi che la violenza l’hanno frequentata troppo.

Vi aspetto sabato 28 Maggio in seconda serata su Rete 4.


Stella Pende