Jako era un cucciolo di husky che è stato legato e bruciato vivo.
Firmiamo la petizione per chiedere alle forze dell’ordine di trovare al più presto il colpevole e di inasprire le pene per chi maltratta o uccide gli animali.
https://www.change.org/p/mvbrambilla-giustizia-per-il-cane-jako
lunedì 25 marzo 2019
martedì 19 marzo 2019
Ritorna Confessione Reporter, le repliche
E ritorna Confessione Reporter…..saranno delle repliche arricchite e corrette nell’attualità ma storie e voci non smetteranno di illuminarvi su realtà assolutamente nascoste e scioccanti.
Cominciamo stasera con i figli dei preti.
Eh si, i preti figliano.
Molti di loro, purtroppo, non hanno il coraggio di lasciare l’abito telare e la la loro vita di sempre e si vedono costretti a sacrificare bambini e ragazzi che crescono orfani di padre.
Le storie che vedrete vi apriranno la verità sulle vite di questi figli.
Nel dolore ma anche nella voglia mai spenta di cercare rapporti col padre…altri religiosi invece hanno trovato la forza di abbandonare il sacerdozio per metter su famiglia.
Il premio è una grande felicità.
Senza mai dimenticare Dio.
Stella Pende
venerdì 8 marzo 2019
Dedicato a Niky
Per ricordare che pochi giorni fa è mancato il mio amato cugino Niky Pende.
Niky, come ho scritto sul Messaggero, è volato via biondo, leggero e blu come è sempre stato.
Niky era Niky. Un ragazzo maschio, uno che ti conquistava con l’intelligenza, la potenza del suo umorismo, col divertimento testardo e cocciuto dai riccioli d’oro. Una calamita per femmine di razza. Non a caso Niky ha scelto per il suo funerale proprio l’8 marzo, tempo di celebrazione per le donne, per farsi ricordare e festeggiare proprio nel loro giorno. Quelle donne che tanto ha amato e che tanto lo hanno amato. Parenti comprese.
È stato il mio primo grande amore. Io ero piccola, sghemba, piena di complessi e lui un putto dorato, idolatrato dalle signorine più belle…e io lo guardavo sgomenta e avvinta e lui non mi degnava di uno sguardo..poi ho deciso di diventare bella e lui si è accorto che esistevo…
e allora Anna Maria, io e lui siamo diventati un’associazione a delinquere…quanto ridere, quanto mare, montagne, cieli azzurri e notti insieme…
Se penso a Niky ricordo quando Garcia Marquez in un’intervista mi ha detto: rassegnati, ci sono uomini che hanno un talento che in un attimo le donne si ritrovano stese, da ridere…. e Niky, e "Blu", come lo chiamava Stefania, la madre di suo figlio, era di quella razza li. Con un nota bene. A coloro che lo hanno sempre descritto solo come il play boy, il re delle notti, lo sciupafemmine che era vorrei ricordare anche che mio cugino era uno degli uomini più colti e più parlanti che ho conosciuto. Leggeva, mangiava libri e tomi…una delle sue letture favorite era un libro che pareva molto lontano da lui ma che oggi, più che mai, gli è vicino: l’ecclesiaste: c'è un tempo per nascere e un tempo per morire, c'è un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante, un tempo per uccidere e un tempo per guarire….
Stella Pende
sabato 2 marzo 2019
giovedì 21 febbraio 2019
Figlio padre
Oggi i giornali raccontano la storia triste di Filippo, che ha vegliato la mamma morta per un giorno.
Solo dopo 24 ore dopo la morte di sua madre infatti quel figlio ha trovato il coraggio di affacciarsi sul terrazzo per cercare aiuto.
“ La mamma è tutta nera” pare abbia detto piangendo alla vicina che si è precipitata.
Invano.
Il bambino era in stato confusionale. La mamma immobile sul divano. La casa una furia di cartacce e di polvere.
Solo pochi mesi fa il tribunale dei minori aveva chiesto un provvedimento d’urgenza per trovare un’alternativa allo stato di abbandono del ragazzino.
Filippo non ha mai avuto un padre. La madre era malata di cuore e molto depressa.
Spesso il piccolo saltava le lezioni della scuola apparentemente senza motivo.
Oggi la ragione delle sue assenze è fatalmente chiara: Filippo cercava di stare accanto alla mamma per curarla.
Un figlio tanto piccolo che è diventato genitore di quella madre malata e un po’ perduta.
Per salvarla.
Non ci è riuscito.
Stella Pende
mercoledì 20 febbraio 2019
Il pakistan talebano assolve l'assassino di una figlia
In Pakistan Sana Cheema, figlia di 25 anni, dagli occhi carboni e il sorriso leale è stata uccisa nell'Aprile scorso da 11 soggetti umani (non si può chiamarli uomini) della sua famiglia.
Suo padre Mustafà lo ha confessato al poliziotto incaricato dell’indagine, il quale è stato prontamente trasferito e affondato in qualche ufficietto di villaggio sperduto. Tutto per aver osato esibire una prova della colpevolezza del padre e di seguito di tutta la famiglia.
La ragazza viveva a Brescia, in Italia, e avrebbe voluto sposare un italiano di cui si era innamorata. Ma Sana era stata promessa dalla famigliola a un altro signore. Dopo averla convinta a rientrare in patria il genitore, con l’aiuto dei maschi della famiglia, l’ha strangolata perché Sana si ostinava a negare il matrimonio combinato.
Igiudici hanno assolto tutti gli imputati per mancanza di prove vere.
“Se è questa la giustizia islamica meglio prepararsi”
ha detto Salvini.
Chi avrebbe mai detto che ci saremmo trovati nell’occasione di essere d’accordo con lui?
Stella Pende
lunedì 11 febbraio 2019
Uccise dalla femminilità
Era una ragazza nepalese di 21 anni. Giovane e sottile come una gazzella.
Si chiamava Parwati Bogati.
Adesso nessuno la chiama più.
È morta soffocata nell’incendio della capanna dove la famiglia, e forse il fidanzato, la costringevano a vivere almeno sei giorni al mese. Perché Parwati aveva le mestruazioni.
Era impura. sporca. Intoccabile.
Si, oggi nel 2019 la "chhaupadi”, l’usanza barbarica di allontanare come impestate le donne che hanno le mestruazioni, o che hanno appena partorito, è ancora in voga. Una pratica indù che è stata proibita dalla legge nepalese solo nel 2017 ma che nelle zone rurali del Nepal e in quelle dell’india è ancora seriamente osservata.
Non importa se centinaia di donne sono morte negli incendi provocati da fuochi accesi per riscaldarsi.
bambine, fanciulle, ma anche madri con figli, sono condannate chissà ancora per quanto a pagare con il disprezzo e con la vita il prezzo di essere nate donne.
Stella Pende
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